Le Cronache di Xerinoth: Kiran Shazaar

18.02.10 | Permalink | Commenta! | Shea

“Non si tratta di fare proseliti, si tratta di offrire una scelta.”

Kiran Shazaar: ventiquattro anni a contatto con la natura, ventiquattro anni nel segno del rigoroso Credo dei Custodi dell’Armonia della foresta di Atarash, nei pressi della Torre Nera del Domenkrest. Comprendere il Credo, studiarne la filosofia e prepararsi a fare il proprio dovere: difendere, a ogni costo, l’Armonia all’interno della congregazione nella foresta dal caos del mondo “esterno” e, soprattutto, Anaya, colei che vede il Vero e ascolta le menti. Così come i primi Custodi fecero con Deva, la piccola elfa che per poco non cambiò le sorti del Domenkrest, in quelle pagine di storia che adesso si mischiano con la leggenda. Da quel momento, la foresta di Atarash è sinonimo di uguaglianza e salvezza per chi vede le cose in maniera diversa, per chi non vuole saperne delle guerre che infestano il mondo, per chi non si sente a proprio agio in un mondo che spesso non ascolta il saggio consiglio degli spiriti della Natura, preferendo le voci chiassose di divinità fin troppo capricciose. I Custodi vegliano su di loro, si occupano della loro rinascita e fanno riscoprire il legame atavico con il flusso vitale che scorre invisibile ma tumultuoso nell’essere di tutte le cose. Leggi tutto »

Shea

Le Cronache di Xerinoth: Frontiera della Battaglia, Elesias 1

18.02.10 | Permalink | Commenta! | Achrius

Il cavallo continua la sua marcia arrancando per il sentiero ciottolato. È stanco. Anche Gaston lo è, e non fa altro che chiedere una sosta. Tutto sommato sono ore che lui e Kiran viaggiano senza fermarsi e ormai sta facendo buio. Dal canto suo Kiran non è di diverso avviso; gli alberi del Lythien iniziano a diradarsi, per cui probabilmente è meglio sfruttare questo minimo di copertura rimasta per la notte. I due compagni trovano rifugio ai piedi di una grossa quercia secolare, in grado di offrire loro un’ottima protezione. È l’ambiente ideale per Kiran, la foresta: può finalmente tornare a immergersi nella natura, quella vera, fatta di suoni e di silenzi insieme capaci di aprirti la mente e il cuore; quella notte avrebbe lasciato la tenda a Gaston, in modo da riconsiderare quelle sensazioni da cui proprio non vuole separarsi. Cuore e mente però si richiudono all’istante nel momento in cui fruscii di foglie misti a ghigni beffardi giungono alle loro orecchie. Neanche il tempo di sfoderare la spada corta che Gaston si ritrova una freccia nella spalla e due goblin innanzi a lui. Leggi tutto »

Achrius