Le Cronache di Xerinoth: Frontiera della Battaglia, Elesias 1
18.02.10
Il cavallo continua la sua marcia arrancando per il sentiero ciottolato. È stanco. Anche Gaston lo è, e non fa altro che chiedere una sosta. Tutto sommato sono ore che lui e Kiran viaggiano senza fermarsi e ormai sta facendo buio. Dal canto suo Kiran non è di diverso avviso; gli alberi del Lythien iniziano a diradarsi, per cui probabilmente è meglio sfruttare questo minimo di copertura rimasta per la notte. I due compagni trovano rifugio ai piedi di una grossa quercia secolare, in grado di offrire loro un’ottima protezione. È l’ambiente ideale per Kiran, la foresta: può finalmente tornare a immergersi nella natura, quella vera, fatta di suoni e di silenzi insieme capaci di aprirti la mente e il cuore; quella notte avrebbe lasciato la tenda a Gaston, in modo da riconsiderare quelle sensazioni da cui proprio non vuole separarsi. Cuore e mente però si richiudono all’istante nel momento in cui fruscii di foglie misti a ghigni beffardi giungono alle loro orecchie. Neanche il tempo di sfoderare la spada corta che Gaston si ritrova una freccia nella spalla e due goblin innanzi a lui.
Evander è in cammino da giorni, direzione Kel-Gnuull; è lì che spera di trovare qualche risposta alle sue domande. È soltanto che le domande iniziano a essere un po’ troppe e sempre più articolate. Il chierico si sfila il guanto d’arme destro e controlla il palmo della mano: la ferita si è rimarginata; ora si sente più tranquillo. Evander si appoggia con la spalla a un fusto di quercia massaggiandosi il collo: il viaggio inizia a farsi sentire. Improvvisamente un rumore come il cozzare di spade e armature lo fa sobbalzare; si infila in tutta fretta il guanto d’arme e brandisce il suo maglio guardandosi attorno con circospezione. Si dirige allora verso quella che aveva tutti i requisiti per essere definita una schermaglia. Evander nota due figure assediate da un manipolo di goblin; uno di essi è vestito di nero. Che sia uno di loro?! Il suo corpo parte prima della sua mente: volteggiando l’arma sopra la testa, il chierico inizia la carica.
Qui l’erba è troppo alta e Nithiel perde le tracce della sua preda. L’eladrin prova a cercare indizi nella selva circostante; si china sul terreno guardando con attenzione ogni particolare mentre si deterge il sudore dal viso. La corsa le ha permesso di guadagnare più di un giorno di viaggio. Troppo tardi si accorge del braccio peloso che le si avvinghia intorno al collo sollevandola di forza da terra; dopo poco i suoi piedi non hanno più appiglio. L’ambiente intorno inizia a sfocarsi e i suoi calci disperati scemano inesorabilmente di potenza.
Elisedd non è a suo agio. Qualcosa sta cambiando, lo sente nell’aria. Tutte le notizie che è riuscito a mettere insieme durante le indagini non sono rassicuranti, soprattutto riguardo a quello che sta accadendo nelle terre dei nani. L’eladrin percorre un sentiero ai piedi delle Montagne Fredde, proprio lungo il confine settentrionale del Lythien. Improvvisamente una mano gli si para davanti la bocca; non si era accorto di nulla. Elisedd viene pervaso da un forte odore di cuoio; si sente tirare a terra mentre la stretta sulla bocca man mano si allenta. Girandosi di scatto, la mano sull’elsa della spada, vede un elfo intento a fargli segno di non parlare. A un suo annuire col capo, l’elfo lo lascia andare per poi afferrare l’arco da dietro la schiena. Senza emettere il minimo rumore, la figura in armatura di cuoio verde incocca una freccia, si inginocchia e scaglia il dardo nella boscaglia verso ovest.
Nithiel sta per perdere i sensi; la stretta è troppo possente. L’avambraccio dell’aggressore, ferito a sangue dalle unghiate della donna, si serra ancora più forte attorno al collo della vittima. L’eladrin è ormai esausta quando sente un sibilo; un attimo dopo la presa cessa e Nithiel si ritrova a terra ansimante. Stampata sulla corteccia del tronco vicino c’è una freccia, a terra un bugbear o almeno quello che ne rimane: giace in una pozza di sangue, il cranio perforato da parte a parte. La donna eladrin si guarda intorno in cerca di risposta. Scorge due figure muoversi in silenzio nella sua direzione; una delle due ha un arco in mano, l’altra è… è proprio vero che non appena smetti di cercare trovi ciò che stavi cercando! Senza parlare, l’elfo arciere le fa segno di seguirli in silenzio. Nithiel obbedisce.
Ferthygher fende l’aria con moto discendente andando a mozzare il braccio di uno degli assalitori; Gaston ne ha abbastanza; sono troppi. Continuano a piovere frecce dall’alto mentre i goblin cercano di accerchiare i due compagni. Gaston e Kiran si ritrovano spalla contro spalla; il falcione del mezzelfo sprigiona scariche elettriche che intimoriscono l’avanzata del nemico. A un comando della figura vestita di nero, il resto dei goblin inizia la carica. Le lingue sbavanti in mostra, come a voler già iniziare ad assaporare la vittoria, ciondolano all’unisono con i corpi protesi all’attacco. Improvvisamente un fascio di luce infuocata colpisce uno di loro riducendolo a un corpo in fiamme. Kiran e Gaston volgono lo sguardo verso la direzione del colpo; Evander è intento a staccare il suo maglio dal costato spappolato di un goblin. Sul fronte opposto un altro corpo cade senza vita dalla sommità di un albero; una freccia ha trafitto il suo occhio destro. I due compagni rimangono sorpresi nello scorgere altri tre individui accorrere in loro aiuto. Spinti da rinnovato furore, Gaston e Kiran si gettano all’attacco. Nithiel uccide un paio di creature verdi grazie alle esplosioni di fiamme di Naivara. Le scariche di Kiran saltano da un goblin a un altro. Elisedd non interviene nel combattimento, ma si gusta divertito la scena. Rimasto solo, il goblin vestito di nero non indietreggia; prova invece a far male con la sua agilità: finta una, due, tre volte prima di cercare di assestare il colpo decisivo mirando a un organo vitale; ogni suo tentativo però viene reso vano. Il gruppo di avventurieri lo accerchia: sono in cinque contro uno. Kiran assesta il colpo di grazia.
Studiando i corpi dei goblin, gli avventurieri notano su ognuno di essi il simbolo tatuato di un’ascia. A questo punto l’elfo si presenta come Luin l’esploratore; fa parte del distaccamento elfico di Lythien che ha preso parte alla difesa delle porte di Kel-Gnuull. Luin chiede a tutti loro di seguirlo all’accampamento in modo da fare rapporto. Ognuno dei membri del gruppo ha i suoi buoni motivi per accettare.







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